martedì 8 gennaio 2008

Uomini e Donne

Stamattina assistevo ad un fantastico dibattito televisivo in cui si trattava la fantomatica "moratoria sull'aborto" che e' poi un modo elegante per dire che vogliono rimettere mano alle legge 194 del 1978.
Ospiti di questo dibattito c'erano vari personaggi: Una sociologa che cercava di fare il suo lavoro, un fantastico uomo politico bigotto e razzista che si nascondeva dietro il cattolicesimo, un professore universitario che cercava di spiegare i pro e i contro della legge in modo razionale, e poi il piu' fantastico di tutti, uno autodefinitosi FILOSOFO.
il discorso e' ovviamente proseguito sulle piu' assurde banalita' possibili quando si tratta questo argomento senza averne mai avuto un minimo di assaggio sulla propria pelle.
Ad un certo punto la sociologa ha provato a spiegare che alla fine della fiera bisogna accettare l'idea che una nuova vita per esistere deve necessariamente essere accettata dalla donna in cui crescera in grembo ( fosse anche solo per ovvie ragioni biologiche). A questo punto nasce il quesito se sia piu' importante la vita che deve ancora nascere o la vita della donna che e' gia in essere
Il fantastico autodefinitosi FILOSOFO e' saltato su offeso e piccato da tale affermazione sostenendo che le donne dovrebbero smettere di pensare di essere le uniche portatrici della vita (!) ed accettare il fatto che come gli uomini sono solo persone (!)
A parte ogni tipo di considerazione personale su tali affermazioni io mi chiedo:
Ma siamo uguali solo quando cazzo fa comodo a loro???????????

4 commenti:

Punzy ha detto...

Quando il filosofo in questione e tutti gli altri stronzi maschi bigotti che si nascondono dietro una religione troveranno modo di cagare neonati dal culo, avranno il diritto di parlare e di rimettere mano alla legge.Ovviamente, non saranno previsti per loro cesarei o epidurali

ciarcip ha detto...

Cara punzy....diciamo che hai espresso in maniera molto colorita un concetto che mi trova assolutamente d'accordo
Ti diro di piu' io gli farei fare solo parti cesarei senza anestesia.....

Sulpo ha detto...

In molte culture inferiori, il dolore fisico viene visto come mezzo di soddisfazione, appagamento, ed espiazione dei peccati.
Se cacare dal culo un pompelmo dovesse essere sufficiente per giustifcare le loro tesi, forse lo accetterebbero.
Dobbiamo smettere di dar credito a queste culture inferiori, che portano solo dolore e oppressione.

Anonimo ha detto...

Ehi Ciarcip, è un piacere leggerti.
Che dire, come uomo personaggi del genere mi fanno decisamente vergognare, ma non la metterei sul piano della differenza dei sessi; gli stronzi non hanno sesso...